Lech Walesa: «Valori sicuri per gestire iI sistema»

Ridiscutere la presenza dei valori nella nostra vita: è stato questo il leitmotive dell’intervento del Nobel per la Pace, già presidente della Repubblica di Polonia, Lech Walesa, chiamato ad un incontro a chiusura del convegno «Dall’Atlantico agli Urali. L’Europa di Karol Wojtyla e di Solidarnosc» organizzato dall’associazione Tito Speri il 4 febbraio al centro Paolo VI. Una chiacchierata di mezz’ora con quello che il presidente dell’associazione Pierluigi Russo ha definito «il loroeroe», ribadendogli la condivisione di vedute e, appunto, di valori. Russo, insieme ai fondatori della Tito Speri Graziella Renica, Federico Sai e Massimiliano Battagliola, lo ha incontrato in call con l’ausilio della giornalista e traduttrice Anna Kowalewska. Il dialogo si è focalizzato solle prospettive per l’Europa e l’eredità politica che il presidente Walesa consegna alle nuove generazioni e alla comunità bresciana.
Pariendo dal ruolo che ha avuto la fede cristiano-cattolica nel suo pensiero politico e sociale, Walesa ha ricordato come senza questa stessa fede e la sicurezza che ne scaturisce non sarebbe mai potuto ottenere le sue vittorie.
«Senza la fede non possiamo andare avanti – ha dichiarato – e questo vale anche oggi, nonostante il pensiero non sia più localistico, maglobalizzato. A maggior ragione dobbiamo basarci su un sistema di valori sicuri». Ma quali sono questi valori? Walesa non ha dubbi: i 10 Comandamenti, che considera senza tempo e in grado di cambiare il mondo alle fondamenta. «Provengo dalla fede cristiana, che mi ha guidato sempre come faro nella vita» ha ribadito. E il sistema económico? «E‘ diviso a metà: da una parte il capitalismo, dall’altra il comunismo, che però non è realizzabile nella pratica: per questo ritengo che il capitalismo vada depurato lasciando ciò che ha di buono, la competitività e il libero mercato, ridiscutendo la costruzione del sistema nel suo complesso». Walesa, infine, si è complimentato con l’associazione Tito Speri: «Un plauso alle realtà come la vostra, che difendono il primato dei valori prendendo parte attivamente alla discussione pubblica».
Articolo da “Il Giorno”

